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Il nome Lauria ha diverse possibili origini etimologiche: una delle ipotesi è che derivi dal latino Laurus che significa "alloro", pianta ripresa anche nello stemma della Città; un'altra è che derivi dalla contrazione delle parole latine Laurus e Iriae; l'ultima è che sia legato al termine laurion, con il quale i bizantini indicavano il contenitore per l'olio, posto sotto il torchio. Le origini di Lauria risultano ad oggi ancora incerte per la quasi totale assenza di fonti fino al Basso Medioevo. Infatti, un primo documento attendibile è datato 1079 ed è la famosa Bolla di Alfano (arcivescovo di Salerno), con la quale si definiva la ricostruzione della diocesi di Policastro di cui, un tempo, la città faceva parte. Possiamo comunque supporre che i primi nuclei abitati siano riconducibili nell’ambito della colonizzazione greco-cretese (V sec. a.C.); infatti, due importanti città vengono fondate nell’area circostante: Seleuci a nord-ovest e Blanda Yulia sulle coste del Tirreno (attuale Tortora). Dopo la loro distruzione, flussi di profughi si insediano sulle colline che costituiscono il sito urbano di Lauria. Solo in epoca medievale, però, l’abitato segue uno sviluppo che ne definisce forma e caratteristiche: prima fra tutte, la divisione in due rioni, Castello (Superiore) e Borgo (Inferiore), che nel corso della storia subiranno vicende e influenze differenti. Per quanto riguarda il rione inferiore, ad esempio, fondamentale è l’arrivo attorno all’anno Mille di un gruppo di monaci basiliani (bizantini), in fuga dalla Sicilia arabizzata, i quali, stanziandosi in maniera definitiva, si inseriscono pienamente nel tessuto sociale della comunità. A loro viene attribuita la costruzione di un imponente monastero in località San Filippo di cui però non resta più traccia. Nel Medioevo, Lauria diviene uno dei feudi più importanti del Meridione, soprattutto grazie al più celebre dei suoi feudatari, Ruggero di Lauria (Lauria o Scalea 1245 - Cocentaina 1305), fedelissimo di Pietro III d’Aragona. Blasonate famiglie hanno conteso e ottenuto il controllo del feudo di Lauria: i Sanseverino, i Borgia, gli Exarques e i Lanzina y Ulloa, governanti fino al 1806, anno di abolizione del feudalesimo. Rinascimento e Illuminismo sono epoche a cui Lauria è legata da due nomi: Lorenzo Brancati (Lauria 1612 - Roma 1693), cardinale che nel 1689 fu vicino ad essere eletto Papa (come successore di Innocenzo XI); Nicola Carlomagno (Lauria 1761 - Napoli 1799), tra gli artefici della costituzione della Repubblica Partenopea (1799), vittima della reazione legittimista, impiccato assieme agli altri rivoluzionari in Porta Capuana a Napoli. La storia di Lauria è la storia delle dominazioni che si susseguono nel Mezzogiorno d’Italia: bizantina, normanna, angioina, spagnola; ma è anche, purtroppo, storia di invasioni e distruzioni: Pirro nel III sec. a.C.; Alarico, re dei Visigoti, nel 406. Ma le tragedie di cui si conserva maggiore memoria storica sono il sacco di Lauria a opera delle truppe francesi del generale Massena (7-9 agosto 1806) con più di mille morti e il bombardamento alleato del 7 settembre 1943 che causò una quarantina di vittime. Oggi Lauria conta circa dodicimila abitanti ed è una città tesa a rilanciare le potenzialità di una valle, quella del fiume Noce, di cui è stata protagonista nel corso dei secoli. Il suo stemma raffigura un basilisco aggrappato a una pianta di lauro e in basso è presente il motto latino Noli me tangere ("Non mi toccare"), il cui significato sottolinea la fierezza e l’intoccabilità dei suoi abitanti.
Passeggiando lungo il centro storico si resta letteralmente ammaliati dai segni tipici dell’epoca medievale rivelati a partire dai resti del Castello Ruggero, eretto sulla rocca dell’Armo nel quartiere Cafaro, il più antico del paese. Altre tracce storiche sono rinvenibili nei pressi del borgo antico che ha conservato i segni delle sue antiche origini nelle abitazioni aggrappate alla collina, nella bellezza dei palazzi nobiliari, nelle caratteristiche viuzze e nelle intricate stradine, che a loro volta s’inerpicano costituendo archi, portici e armoniosi motivi architettonici. Notevole è la presenza di architettura sacra distribuita fra la parte Superiore e quella Inferiore. Lauria è la patria del Beato Domenico Lentini, Patrono della città, beatificato da papa Giovanni Paolo II, che lo definì “un vero esempio di vita per l’intera umanità”. Ogni quartiere, ogni vicolo conserva, nei suoi anfratti, una cappella, un’edicola, un angolo votivo. Di notevole fattura sono le Chiese madri dei due rioni: Santuario diocesano del Beato Domenico Lentini e San Giacomo Maggiore Apostolo. Non si hanno notizie certe sulla fondazione delle due Chiese, poiché molta documentazione è stata distrutta dall’incendio del 1806 a opera delle truppe napoleoniche. Attualmente, il Santuario diocesano del Beato Domenico Lentini, dopo varie distruzioni e rifacimenti, presenta una pianta longitudinale a croce latina, sulla facciata principale tre portali in pietra calcarea del 1894 e una torre campanaria imponente, composta da due elementi. Lo stile dell’edificio è eclettico, ma l’impronta stilistica più rilevante è quella barocca. L’interno è a tre navate, con un ampio transetto e una profonda abside rettangolare. La Chiesa gode anche della presenza delle spoglie mortali del Beato Domenico Lentini. Originariamente la Chiesa della Parrocchia di San Giacomo non era intitolata all’Apostolo, ma probabilmente a San Matteo e solo intorno al 1500 San Giacomo è divenuto il protettore della Città per opera di una Contessa spagnola (moglie di un Sanseverino). La Chiesa attualmente ha una struttura a croce latina, a tre navate, di cui quella centrale si presentava con un’ampia abside semicircolare che nei primi del ‘900 fu abbattuta per costruire l’attuale strada provinciale. Il campanile risale al periodo barocco, ma nel rivestimento a maioliche della cuspide evidenzia uno stile moresco. All’interno di entrambe le Chiese è, inoltre, possibile ammirare opere di grande valore artistico e religioso realizzate da Pasquale Iannotta, Mariano Lanziani ed Emilio Larocca. Molto interessanti sono anche i due complessi conventuali: il Convento dei Cappuccini (XVII sec) e il Convento dell’Immacolata (XVI sec), quest’ultimo con chiostro di notevole fattura. Numerosissime sono le chiesette e le cappelle di interesse artistico, tra cui non possiamo dimenticare San Pasquale Baylon (XVI sec, con un pregiato pavimento maiolicato) e Santa Veneranda (fra le più antiche del paese): queste ultime due si trovano nel quartiere Cafaro. A sinistra del Castello, in posizione panoramica su tutta la Valle del Noce, sorge il Santuario delI’Assunta, sintesi di stile romanico (il campanile), barocco (l’altare) e rinascimentale (il portico); bellissime anche le tele del ‘600 di scuola napoletana che sono custodite al suo interno. Il centro storico della Città è impreziosito da gemme incastonate nella pietra: volute e chiavi di volta che distinguono i portali delle case e dei palazzi cittadini. Alcune raffigurano gli stemmi delle famiglie proprietarie degli immobili, altre raffigurano maschere o animali mitologici (tipo il Basilisco, simbolo di Lauria) e venivano poste a protezione della casa. Di singolare bellezza è il mascherone che si può osservare in via Cairoli di fronte al palazzo Marangoni, edificio recante data di costruzione nel 1585.
Compreso in uno dei paesaggi più pittoreschi dell’Appennino Meridionale, tra il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, il territorio di Lauria offre al visitatore contesti ambientali molto suggestivi, tra i più belli dell’intera Basilicata, molti dei quali riconosciuti come SIC (Siti di Interesse Comunitario) e inseriti nella Rete Natura 2000.
Sirino: un grande massiccio calcareo che rappresenta una grande riserva di acqua da cui scaturiscono quattro importanti fiumi (Sinni, Noce, Calore e Maglie) e che conserva alcuni tra i circhi glaciali più a sud d’Europa. Dalla cima più alta, nota come monte Papa (2005 metri), per gran parte dell’anno innevata e meta di escursionisti o semplici appassionati dell’alta montagna, in ogni stagione si può ammirare un paesaggio mozzafiato e nelle giornate più nitide addirittura le Eolie e l’Etna. Il monte Sirino offre l’opportunità di praticare sport sia invernali che estivi come trekking a piedi o a cavallo, sci, snow-trekking, brevi passeggiate a piedi e in bicicletta. Nel periodo primaverile-estivo si può usufruire anche dell’area attrezzata.
Monte La Spina: una guglia calcarea spoglia (da qui il nome “Spina”) caratterizzata dalla pregiata e rara presenza del Pino Loricato. Il Monte La Spina è un’importante riserva per la biodisponibilità di flora e fauna. In autunno i versanti si tinteggiano di mille colori, in primavera si assistono a meravigliose fioriture e tra i mammiferi è possibile osservare il lupo appenninico.
Lago della Rotonda: uno scrigno di natura incontaminato e tutto da esplorare. Lo specchio d’acqua che si alimenta con le piogge che cadono sui versanti di Monte La Spina e Serra Rotonda, subisce forti fluttuazioni nell’arco dell’anno, tanto che il lago può ghiacciarsi in inverno e prosciugarsi completamente in estate. È un luogo che trasmette pace e tranquillità, “un lago che non c’è”, caratterizzato dalla presenza di pini neri e numerose specie ornitiche durante le migrazioni, tra gli esemplari più importanti è stata osservata la rara ed elusiva cicogna nera.
Bosco Canicella: una grande faggeta che si estende alle falde del Monte Sirino e rappresenta l’elemento di congiunzione tra i due parchi nazionali del Pollino e dell’Appenino Lucano ma, soprattutto, meta irrinunciabile per gli amanti dei funghi che da queste parti spuntano innumerevoli. Il bosco è collegato tramite i sentieri con le vicine località dove è possibile praticare tutte le attività eco-turistiche invernali ed estive. Nel periodo primaverile-estivo si può usufruire dell’area attrezzata.
Il territorio di Lauria offre la possibilità di praticare diverse attività all’aria aperta senza discostarsi molto dal centro urbano.
Ferrovia ciclabile Lucana: tratto della “Ciclovia della Magna Grecia”, una delle dieci ciclovie turistiche nazionali che si estende per circa 35.5 Km, parte da Lagonegro e scende in direzione Sud-Est, attraversa il territorio di Lauria e termina alla stazione di Rotonda-Viggianello. La greenway si sviluppa quasi interamente lungo il vecchio tracciato della ex ferrovia Lagonegro-Spezzano Albanese e attraversa un contesto di indubbia valenza naturalistica e culturale con i piccoli borghi montani ricchi di testimonianze storico-archeologiche.
Falesia Fabio Limongi: Un percorso di arrampicata costituito da 20 vie in cui è possibile sfidare se stessi e mettersi alla prova, con una delle esperienze più adrenaliniche che si possono praticare sul territorio.



A quasi due secoli dalla sua morte si tramanda a Lauria un vero fenomeno di devozione popolare limpida e profonda, sincera e non fantasiosa, contenuta ma sentita verso la figura di un prete esemplare, che ha vissuto intensamente tutte le dimensioni della sua identità sacerdotale, Domenico Lentini, proclamato Beato da Giovanni Paolo II il 12 Ottobre 1997. Il contesto storico nel quale visse e operò lo vide impegnato nella promozione umana e sociale della sua gente. In un periodo in cui non esistevano a Lauria scuole pubbliche, la sua umile casetta divenne palestra di vita per la formazione culturale e morale dei giovani. Uomo di sintesi, dal cuore indiviso e con un forte equilibrio interiore, seppe coniugare la fedeltà a Dio e all’uomo in un periodo contrassegnato in Europa dai fermenti illuministici e rivoluzionari francesi, dall’ascesa e dalla caduta di Napoleone Bonaparte, eventi che ebbero una forte rilevanza nel Regno delle Due Sicilie e quindi anche in terra lucana, allora sotto il dominio della dinastia borbonica e che videro il Lentini impegnato in una grande opera pacificatrice tra monarchici e repubblicani. Grazie al suo molteplice impegno in campo religioso, sociale ed educativo e per la sua limpida testimonianza umana e cristiana, il Lentini ha segnato nel profondo storia, cultura, costume e vita della Città di Lauria, che lo considera uno dei suoi più grandi figli. In occasione dei 25 anni dalla Beatificazione, il 12 ottobre 2022 è stato indetto l'anno Giubilare Lentiniano e, inoltre, nella stessa data, la chiesa di San Nicola di Bari è stata elevata a “Santuario diocesano del Beato Domenico Lentini”.
Itinerario storico-religioso che si snoda tra i vicoli e i sentieri più antichi e caratteristici di Lauria e che di anno in anno attrae sempre più presenze tra pellegrini e appassionati di trekking, anche di paesi e regioni limitrofe, per una crescita e conoscenza anche mediatica che ha suscitato interesse tra illustri uomini di cultura e personalità universitarie. Il percorso ha una lunghezza complessiva di 13 Km circa con un intervallo di quota che va dai 380m ai 687m s.l.m. Non presenta alcuna difficoltà ed è perciò adatto a tutti. Si parte da Piazza San Giacomo e si prosegue lungo il tragitto segnalato da apposita cartellonistica. Come per il cammino spagnolo dalla tipica freccia gialla, sarà possibile visitare Chiese, Cappelle, monumenti, attraversare la ex ferrovia calabro-lucana oggi riqualificata e convertita in pista ciclabile e godere di panorami mozzafiato e natura incontaminata. Nello specifico si incontreranno la Cappella S. Gaetano e S. G. Battista, la Piazzetta dell’Ammiraglio, il Monumento ai caduti, il Monumento a San Giuseppe di Copertino e ancora la Chiesa di S. Maria dei Suffragi, la Cappella di S. Veneranda, i resti della Chiesa Santa Maria della Sanità, l’Edicola della Madonna del Carmine, le Cappelle di Sant’Elia (posto in cui inoltre è possibile ammirare un bellissimo panorama) e S. Giuseppe, la Croce di Ferro (la nostra Cruz de Fer), la Cappella della Divina Pastora, la Cappella di San Ferdinando, la Chiesa Madre di San Nicola di Bari oggi Santuario Diocesano Beato Domenico Lentini, la Casa del Beato Domenico Lentini, la Cappella di San Pasquale, il Castello Ruggero, il Santuario della Madonna Assunta, la Cappella di Santa Veneranda, il Palazzo Municipale, per poi chiudere nella Chiesa Madre di San Giacomo Apostolo Maggiore.
Lauria è fortemente legata alle proprie tradizioni religiose. Tra le festività più importanti ricordiamo la festa del Beato Domenico Lentini patrono di Lauria che si celebra il 25 febbraio, i festeggiamenti in onore di San Nicola (9 maggio), San Giacomo Apostolo Maggiore (25 luglio) e Madonna del Carmine (prima domenica d’agosto). Numerose sono anche le iniziative culturali, sportive e di volontariato che qualificano la vita sociale cittadina. Di rilievo assoluto sono: il Premio Mediterraneo, una manifestazione che abbina cultura e spettacolo al fine di celebrare la bellezza di questa terra e dare voce a coloro che lavorano instancabilmente per valorizzare l’intero territorio; il Concerto all’alba, un appuntamento in cui si fondono l’energia della luce e la forza evocativa della musica nella suggestiva location del Santuario della Madonna Assunta da cui poter godere di un panorama incredibile; il Palio del gusto, una vera e propria gara goliardica al piatto più gustoso in cui si sfidano le contrade di Lauria, contornata da un percorso gastronomico a base di prodotti tipici, che si articola tra le due piazze principali del rione inferiore e le antiche botteghe di corso Cairoli; Vini a Lauria, l’iniziativa che intende valorizzare le eccellenze enologiche della regione e promuovere la cultura del “buon bere” degustando i pregiati vini delle cantine lucane nelle piazze del rione Superiore colorate da suggestive proiezioni e allestimenti a tema; MalErbaFest, un festival in cui la musica fa da protagonista e che diventa vetrina per i giovani musicisti esordienti del territorio nel caratteristico scenario del Bosco Canicella. Non meno ricca è la gastronomia. Una cucina rustica che conquista tutti i palati, dove a dominare sono la callosità della pasta fatta in casa, il profumo della carne cotta alla brace o al forno, formaggi e salumi locali e dolci. L’iniziativa privata ha mantenuto intatta la tradizione dei prodotti tipici con la produzione di squisiti insaccati come la rinomata e gustosa soppressata, di salsicce caserecce, ricotte e formaggi freschi e stagionati, oltre al miele, le fragoline di bosco, i funghi, le castagne, l’olio e il vino. Altri prodotti sono il pane di grano casereccio, i famosi “pizzatuli”, il “sanguinaccio”, il “piccidatu”, i “mustaccioli”, le “zeppole”, le “crespelle” e la tipica frutta secca. Diversi sono i primi piatti: “maccaruni filati” (fusilli), “lagane e fasuli” (tagliatelle e fagioli), “rascatiddi” (gnocchi). Tra i secondi piatti sono da gustare: “gliummariddi” (involtini d’interiora), la trippa paesana e la zuppa con cotica di maiale e fagioli. Sfiziosi sono poi alcuni biscotti come i “pizzetti”, i “viscuttini”, ricoperti da un morbido strato di “naspro” realizzato con zucchero e albume d’uovo o gli “anginetti”, a forma di ciambelline, cotti prima in acqua e poi in forno per renderli croccanti, quindi ricoperti di una glassa a base di zucchero e limone; secondo la tradizione questi sono i biscotti tipici delle spose. Vengono, inoltre, annoverati fra i prodotti tipici i famosi taralli dalla forma a otto chiamati per l’appunto viscuttu a’ otto e la gassosa, una bevanda analcolica gassata prodotta in loco dal 1906.



I prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) rappresentano un patrimonio culturale e gastronomico unico per l’Italia. Riconosciuti per la loro autenticità e per il legame profondo con il territorio e le tradizioni locali, vengono promossi dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (MIPAAF), attraverso un elenco aggiornato annualmente, al fine di consentirne la conoscenza a livello nazionale e all’estero. Il riconoscimento PAT tutela i prodotti “ottenuti con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali, per un periodo non inferiore ai venticinque anni”. Lauria vanta ben quattro prodotti agroalimentari tradizionali: l’Anginetto, caratterizzato da una consistenza morbida e da un sapore delicato; il Viscuttu a’ otto, croccante, perfetto per essere gustato con un bicchiere di vino paesano o di gassosa locale; il Pizzetto, noto per la sua forma particolare e il suo gusto unico e il Viscuttino, un biscotto semplice ma delizioso, preparato con ingredienti locali e secondo ricette tramandate di generazione in generazione. Questi prodotti sono un esempio perfetto di come le tradizioni culinarie possano essere preservate e valorizzate, contribuendo a mantenere viva la cultura e l’identità di una comunità.
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