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CENNI STORICI

 ITINERARIO TURISTICO -PRIMA PARTE

ITINERARIO TURISTICO- SECONDA PARTE

 

Spinazzola, a circa 435 metri s.l.m., è incastonata tra la Puglia e la Basilicata e dal 2004 rientra nella provincia di Barletta-Andria-Trani. Fa parte del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e ha fatto parte della comunità montana della Murgia Barese Nord-Ovest. Confina a ovest con la Basilicata, cui è appartenuta fino al 4 giugno 1811, quando Gioacchino Murat, ridisegnando le provincie del Regno, decretò il passaggio di Spinazzola in Terra di Bari, sottraendola al distretto di Matera. Al territorio collinare chiamato “Sella di Spinazzola” si congiungono le Murge e l’Appennino Lucano attraverso la Fossa Bradanica, solcata dal fiume Bradano e dai suoi affluenti. Le prime frequentazioni umane risalgono certamente al Neolitico con preziose testimonianze dell’Età del Bronzo. Varie ipotesi sostengono che Spinazzola sorgeva su un insediamento urbano a partire dal III sec. a.C. sviluppandosi attorno a una statio romana per il rifornimento delle milizie lungo la Via Appia tra Venosa e Gravina in Puglia. Il nome della città potrebbe derivare da ex pino solo, da cui Espinosolo, Spinosolo, Spinazzola. Altri storici ipotizzano che la denominazione Ad Pinum fu sostituita nel 1125 con il nome Spinacium Castrum, poi diventata Spinaciolae Castrum con i Normanni e, infine Spinazzola. Altre ipotesi sostengono che il nome abbia origini latine Oppidum Pini per la presenza di un grande pino riprodotto nello stemma comunale. La sua posizione geografica, integrata al Tratturo Regio Melfi-Castellaneta, ha sicuramente influenzato la sua storia. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476 d.C.), l’ultimo Imperatore Flavio Romolo Augusto fu deposto da Flavio Odoacre proclamatosi primo re d’Italia e anche Spinazzola, come tutta l’area dell’Italia meridionale fu preda di varie orde di barbari. A partire dal Medioevo la città subì l’influenza di Saraceni, Normanni D’Altavilla, viceregno spagnolo. Dopo il periodo degli Altavilla, sopraggiunsero gli Svevi, infine Angioini e Aragonesi. Durante il viceregno spagnolo Spinazzola fu dominata dai Marchesi Pignatelli, diventando feudo. Nel 1735 il Re di Napoli, Carlo III Borbone, conferì a Spinazzola il titolo onorifico di città, investendola di potestà civili e istituzionali, in qualità di soggetto giuridico. Cresciuto come polo agricolo nel 1861 contava oltre 10.000 abitanti, registrando la massima crescita nel 1951 con oltre 13.000 abitanti. All’epoca era definita “granaio d’Italia”. Si coltivava in gran quantità grano, frumento e tabacco. A partire dalla fine degli anni ’50 si verificò il progressivo spopolamento e l’abbandono delle terre verso i centri industrializzati del Nord Italia. Attualmente la popolazione è di oltre 6.000 abitanti. 

 

La visita di Spinazzola si può articolare in diversi suggestivi itinerari. Il primo parte certamente da Piazza Plebiscito per attraversare Via Felice Cavallotti e giungere, percorrendo Via Carlo De Cesare, alla Chiesa Madre dedicata a San Pietro Apostolo, in stile romanico, costruita presumibilmente intorno al 1300 e successivamente modificata, soprattutto nel 1600. Sul portale è inciso l’antico nome della città Spina Aurea. In origine a croce latina, presenta tre navate rettangolari, suddivise da quattro arcate. L’abside ospita, sull’altare maggiore, il dipinto di San Pietro opera di Luciano Bartoli (1953). Conserva opere di epoca barbara e bizantina. Di rilievo la tela della Madonna di Monserrato, la pala della Madonna con Bambino detta del Popolo o della Rosa (XIV sec.). Sempre all’interno si trovano un busto d'argento di San Sebastiano (Santo patrono) e il fonte battesimale dove fu battezzato Papa Innocenzo XII nel 1615. Il campanile, eretto su quattro livelli, si presenta completamente staccato dal corpo di fabbrica della Cattedrale. Nella Chiesa Madre, il martedì dopo Pasqua, giunge in processione dal Santuario la Santa icona della Madonna del Bosco, Patrona della città, che viene custodita sino al 14 agosto. Prima di riprendere la visita della città risulta d’obbligo ripercorrere l’itinerario sulle tracce degli scavi archeologici: di notevole interesse i resti delle fondamenta e delle strutture murarie del castello, dove nacque Papa Innocenzo XII, frammenti ceramici di età medievale e il ritrovamento di un insediamento dell’età del Bronzo. Concludono l’itinerario nel borgo antico le tracce della presenza dei cavalieri dell’Ordine dei Templari (1118 – 1314), sebbene siano pochi i documenti certi su nomi e personaggi. Altre tappe obbligatorie nella città sono i luoghi in cui si custodiscono arte, cultura fede e storia come le chiese e la biblioteca-pinacoteca “Trisorio-Liuzzi”, primo presidente della Regione Puglia, nato a Spinazzola. Nella pinacoteca è esposta la Madonna di Costantinopoli del XV sec. La continua presenza di ordini religiosi ha contribuito alla costruzione di chiese e conventi. La prima chiesa con attiguo convento di San Francesco fu costruita fuori le mura. Nel 1541 i frati francescani eressero nei pressi dell’abitato un nuovo convento presso l’antica chiesetta della SS. Annunziata. La ricostruzione si ebbe nel 1632, mentre al 20 marzo del 1657 risale la sua dedicazione ad opera del Vescovo di Venosa Giacinto Tauro. La chiesa di Maria Santissima Annunziata di Spinazzola venne eretta nel 1938 dal Vescovo di Venosa Domenico Petroni. La facciata, in tufo si articola in due parti orizzontali: la parte inferiore con il portale d’ingresso centrale, due piccole finestre laterali corrispondente alle navate laterali. Sul portale, finemente decorato, si apre un ampio rosone. L’interno è a tre navate e l’altare è il tipo basilicale. Importanti nella chiesa sono un affresco che riproduce una Madonna con Bambino, fra S. Antonio da Padova e S. Pietro; la tela dell’Annunciazione, opera pregevole di A. Stabile (1584); due Tele di pittori tardo-manieristici. Nella navata destra, è visibile un’altra tela dell’Annunciazione di Scuola napoletana del 1600. La navata centrale ha un tetto in capriate di legno. Il pavimento è realizzato con lastre di marmo lucido con inserti rossi.

 

La chiesa di San Sebastiano, patrono della città, è ubicata nell’omonima piazza e custodisce numerose opere di estremo pregio. Tra l’attuale chiesa e il campanile, terminato nel 1959, si trova un’antica cripta. Ha navata unica rettangolare con volta a tutto sesto e sui lati cappelle delimitate da archi a sesto acuto da cui diparte l’innesto con la volta centrale, formando delle unghie. Nel presbitero è collocato il coro ligneo. Unico elemento in marmo è il tabernacolo (1942). La Chiesa del Purgatorio a Spinazzola è un edificio religioso di notevole interesse storico e artistico, situato nella centralissima Piazza Plebiscito. La chiesa, con la sua facciata in stile barocco e il campanile caratteristico, risale probabilmente al XVI secolo e custodisce al suo interno opere d'arte di pregio, tra cui una tela di Francesco Guarino (XVII sec.). La facciata è tripartita da lesene che partono da una base a bugnato e si concludono con capitelli corinzi. Il campanile è diviso in tre ordini da cornici modanate e presenta uno stemma con una torre e un pino, simboli legati alle origini del paese. Il portale d'ingresso è caratterizzato da una cornice a volute e, ai lati, sono Il complesso fu fondato probabilmente nel XVI secolo. La chiesa è legata alla devozione per il culto dei defunti ed è un esempio di architettura barocca pugliese. La Torre civica (XVI sec.) narra, attraverso lapidi affisse sulle sue mura, la storia della città. La scritta sul quadrante “LUCRO APPONE” invita ad ascrivere a guadagno il tempo, per ricavarne profitti, non solo materiali. L a chiesa della Madonna del Carmelo, più conosciuta come chieda di San Nicola, a navata unica, sul portale reca la data 1958 che indica la facciata in stile neoclassico, tripartita da lesene su alta zoccolatura con capitelli ionici. Anche il campanile risalirebbe alla stessa data. La cupola centrale è suddivisa in otto spicchi e due arcate laterali. Nell’abside l’altare maggiore è dedicato alla Madonna del Carmelo con coro ligneo del 1605. Sorto nel 1971, l’attuale santuario dedicato alla Madonna del Bosco (protettrice della città con San Sebastiano) è ubicato a tre chilometri dal centro abitato. Il culto mariano in questo luogo si è sviluppato nel XVI secolo quando, stando alla leggenda, venne ritrovata un’icona raffigurante la Madonna con Bambino presso il vallone Gadone Turcitano. Il legame storico tra Spinazzola e la famiglia Grimaldi è rappresentato dal Castello del Garagnone, concesso a questa famiglia da Carlo V nel 1532. Questo castello è stato posseduto dai Grimaldi per oltre un secolo. Spinazzola fa parte dei Siti Storici Grimaldi, il principe Alberto II ha visitato il castello del Garagnone ed il nostro territorio nell’aprile del 2022 dove ha apprezzato le eccellenze gastronomiche del comune murgiano. Il castello del Garagnone ha svolto un ruolo importantissimo nel territorio dell'alta Murgia medievale durante il regno normanno degli Altavilla. Semidistrutto nel terremoto del 1731 il maniero può essere definito un castello invisibile , perchè abilmente costruito sulla pietra e da materiali provenienti dall'altura, da renderlo facilmente occultabile. Oggi la Rocca è una meta turistica molto apprezzata e visitata da tanti.

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LE MINIERE DI BAUXITE

PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA

PONTE DEI VENTUNO ARCHI

 

Un sito minerario a cielo aperto nel Parco Nazionale dell'Alta Murgia, situato in Zona A (Area di riserva integrale per l'elevato va lore naturalistico e di eccezionale interesse biogeografico) e a circa 10 km dalla città di Spinazzola. La scoperta delle Min iere di Bauxite risale al 1935 del secolo scorso, mentre è tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta che il sito viene sfruttato per estrarre minerali e ricavarne l'alluminio. Un'attività che lo ha reso uno dei più importanti giadmenti in Europa per l'estrazione della bauxite, motore trainante dell'economia locale e nazionale. Raffigurate su uno dei cinque francobol li dedicati all'Alta Murgia, le Miniere di Bauxite sono un geosito del Parco di rilevanza internazionale, patrimonio di archeologia industriale che incanta migliaia di visitatori per le singolari sfumature rosse. Un'ampia azione di recupero ha dato nuova vita alle Miniere di Bauxi­te, trasformandole in un'area visitabile in sicurezza e caratterizzata da tipicità ambientali, geologiche e storico culturali, da luogo abbandona­to a se stesso e in balia dello scarico abusivo di rifiuti. Gli interventi attuati hanno consentito di valorizzare gli habitat esistenti nel sito, per favorire la fruizione sostenibile attraverso un percorso didattico e punti panoramici. Il sito si può ammirare dall'alto attraverso l'area didattica e i punti di osservazione appositamente predisposti, poiché il processo di erosione delle pareti non consente la fruizione in sicurezza della parte interna. L'accesso al fondo della miniera, invece, è riservato unicamente al personale tecnico del Parco e a persone autorizzate. Per interdire la discesa, oltre al posizionamento di una sbarra di ferro è stata emanata l'ordinanza Presidenziale n.01/2023 a tutela della pubblica incolumità e del sito.

 

Il Ponte dei 21 Archi (1888 ed il 1891) lungo la tratta ferroviaria Gioia del Colle-Rocchetta Sant’Antonio, nella parte occidentale della Murgia, che con i suoi 140 km di lunghezza collegava la Puglia e la Basilicata al Subappennino dauno. La tratta fu dismessa nel 2011, dopo più di un secolo di attività. Il ponte, anche se inutilizzato, è considerato un monumento delle Murge ed è in un ottimo stato di conservazione pur non essendo mai stato restaurato. Consta di ventuno arcate a tutto sesto edificate con blocchi di tufo calcareo della zona, provenienti probabilmente dalle vicine cave di Canosa. Un’opera monumentale, simbolo del genio ottocentesco. Sono in corso iniziative volte a valorizzare la tratta in ottica turistica per gli amanti della bicicletta e della natura, vista anche la vicinanza rispetto al Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Una certa notorietà è derivata al luogo nel 2021 a seguito della realizzazione su questo ponte del videoclip di Vasco Rossi di presentazione del suo singolo, Siamo qui, diretto dal regista Giuseppe Romano, in arte Pepsy Romanoff, con protagonista l'attrice Alice Pagani.

 

Si estende per 68.077 ettari nel cuore della Puglia, un'area che abbraccia tredici comuni (Altamura, Andria, Bitonto, Cassano delle Murge, Corato, Gravina in Puglia, Grumo Appula, Minervino Murge, Poggiorsini, Ruvo di Puglia, Santeramo, Spinazzola, Toritto) tra le province di Bari e BAT. La sua ricchezza è nella varietà di specie legate al paesaggio arido, con piante e animali che dimorano tra seminativi e pascoli rocciosi, trovando nell'ambiente steppico murgiano un terreno di crescita ottimale. Qui sono censite circa 1.500 specie vegetali che rappresentano il 25% delle 6.000 presenti in Italia. Importanti nicchie ecologiche permettono la vita di circa 130 specie animali tra anfibi, rettili, mammiferi e uccelli. Lanario, Grillaio, Ghiandiaia marina, Nibbio reale, Calandra, Calandrella e Monachella sono solo alcune delle specie di uccelli che si osservano nel Parco, con alto valore conservazionistico-scientifico. Grotte e inghiottitoi sono abitati da chirotteri, mentre cave abbandonate e masserie disabitate sono il rifugio di volpi, faine, donnole e tassi. Il pascolo roccioso domina l'ampio paesaggio murgiano dove prosperano specie vegetali tipiche della prateria arida mediterranea, la formazione erbosa che contraddistingue il territorio. La principale caratteristica è l'abbondanza di graminacee e bulbose (orchidee) che, con le loro incantevoli fioriture, punteggiano la prateria con variopinti colori. L'habitat pseudosteppico (prateria arida mediterranea), per la sua singolarità e rarità, è incluso nell'elenco degli habitat di importanza comunitaria, protetto dalla Direttiva 92/43/CEE. Il Parco dell’Alta Murgia è stato proclamato Geoparco Mondiale Unesco, un ulteriore, importante traguardo per valorizzare la ricchezza geologica, la bellezza naturale e la biodiversità di un territorio straordinario.

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FONTANE E VALLONI

PAPA INNOCENZO XII

RITI MANIFESTAZIONI GASTRONOMIA

 

Acqua, pietra e memoria. Le fontane punteggiano il paese come segni d’identità e bellezza. Piccoli gioielli d’architettura rurale, scandiscono la storia attraverso i loro nomi. A valle dell’antico castello si trova Fontana Raica, legata alle gesta del condottiero saraceno Raica. La fontana Gadone Turciano si trova nei pressi del Santuario di Maria Santissima del Bosco, mentre fontana San Francesco sorge nei pressi dell’omonimo convento. La fontana più nota è quella denominata Di Rolla che, pur fortemente rimaneggiata nella sua architettura originaria, è stata segnalata dall’UNESCO come una delle cento sorgenti d’Italia per la “Giornata Mondiale dell’Acqua”. Un altro affascinante percorso è quello attraverso i Valloni che, visti dall’alto, somigliano a radici che solcano il territorio. Questo lembo di terra, quasi del tutto incontaminato, è diventato un Sito di Importanza Comunitaria (Sic) per la presenza di numerose specie animali e soprattutto grazie ad un piccolo anfibio endemico, la “Salamandrina terdigitata”, conosciuta anche come salamandrina dagli occhiali. Il ritrovamento di questa specie e della “rana italica” conferisce, a questo Sito, una elevata risonanza erpetologica. Numerose sono le specie ornitiche come il picchio rosso maggiore, l’allocco e il picchio muratore. Tra i mammiferi spicca la presenza del toporagno acquatico, istrici, tassi e soprattutto lupi. I Valloni rappresentano veri e propri corridoi ecologici tra Puglia e Basilicata. L’area appare di rilevante valore per il Parco Regionale “Valle dell’Ofanto”.

 

Spinazzola ha dato i natali a Papa Innocenzo XII, al secolo Antonio Pignatelli, nato nel 1615 e poi vissuto a Minervino Murge. La sua vicinanza ai poveri, che lui definiva “miei nipoti” ed è testimoniata anche dagli ospizi per gli ultimi che fece creare a Roma, tra cui quello a Monte Citorio, era figlia anche del suo percorso biografico e del suo legame con il luogo di origine. La sua elezione avvenne dopo un lunghissimo conclave, durato ben cinque mesi. E il suo nome all’inizio venne osteggiato dai cardinali francesi. Il Re Sole, Luigi XIV, non vedeva di buon occhio un Papa nato nel Regno borbonico e quindi vicino agli spagnoli. Una volta al soglio pontificio, Innocenzo XII portò avanti una battaglia contro i privilegi della curia ponendo fine alla pratica del nepotismo. Oltre che per l’attenzione ai poveri e la lotta ai privilegi, Innocenzo XII si può accostare a Papa Francesco anche per una coincidenza biografica: morì nel 1400, anche lui mentre era in corso il Giubileo. Oggi a Spinazzola l’impegno a riscoprirne la figura da parte dell'amministrazione comunale, sulla base delle preziose testimonianza custodite dal discendente, il principe Marzio Pignatelli di Spinazzola. Ai margini del Borgo Antico vi sono i resti del Castello della famiglia Pignatelli.

L’anno si apre il 20 Gennaio con la Festa Patronale di San Sebastiano. Durante la celebrazione della Messa il Sindaco consegna simbolicamente al Vescovo le chiavi della città. La festa si conclude con la processione del Santo e in serata fuochi pirotecnici. Il Carnevale, organizzato dalla Pro Loco, è un'antica tradizione profondamente radicata tra i cittadini di Spinazzola, che per l'occasione indossano costumi e maschere per prendere parte alla sfilata dei carri allegorici per le strade della città, tra musica, balli e degustazioni di prodotti tipici. Molto sentiti sono i riti Pasquali. Unire la fede alla valorizzazione del territorio. È questo l'obiettivo della "Passione Vivente", un'antica tradizione religiosa che vede protagonisti circa 150 figuranti che ancora oggi tramandano questa storica manifestazione spinazzolese che coinvolge le vie principali della città. Dopo la celebrazione della Messa del martedì di Pasqua, officiata dal Vescovo della Diocesi, si procede all’aggiudicazione del “Storico Manto della Vergine” che sarà portato in solenne e partecipata processione dal Santuario Madonna del Bosco in paese. Il 14 agosto lo “Storico Manto della Vergine” sarà riportata in processione al Santuario. La Festa Patronale in onore di Maria SS. Del Bosco si svolge, infatti, nel mese di agosto (dal 12 al 14). Una serie di appuntamenti religiosi, folkloristici, musicali e culturali attendono cittadini e i visitatori per tutto il periodo estivo. Non mancherà lo spettacolo di fuochi pirotecnici a conclusione della festa. Nel mese di novembre si svolge la Sagra del Fungo Cardoncello organizzata dalla locale Pro loco. La manifestazione prevede percorsi enogastronomici con musica popolare e degustazione di piatti tipici tra i quali non può mancare “u scutid” panino ripieno di funghi e la tipica salsiccia a punta di coltello di Spinazzola che viene celebrata in una Festa ogni primo week-end di settembre. La tradizione enogastronomica rivela un patrimonio invidiabile di sapori e rivive, come in un racconto, nella sublime arte del convivio dei ristoranti locali. Da assaporare i gustosi primi piatti con pasta fatta rigorosamente a mano, i prelibati formaggi delle antiche masserie, la salsiccia a punta di coltello realizzata secondo una ricetta antica utilizzando tagli scelti di carne di maiale e aromi naturali locali, fatta a mano. Le pietanze della tradizione contadina sono esaltate dall’inconfondibile olio EVO, completando l’esperienza del gusto con una degustazione dei superlativi vini delle cantine locali. 

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